venerdì 12 ottobre 2018

4. Il Lord e il Cacciatore (parte terza)

(FONTE: Steemit)
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Nel risalire adagio un dolce declivio, cominciarono a notare qualche ciuffo d'erba fresca fare timidamente capolino.
Le macchie verdi parevano allargarsi via via che il tragitto volgeva al termine: la destinazione era in vista, una collina dalla forma squadrata, simile a una piramide coperta di cespugli.

La bruma della palude era ormai alle loro spalle.
Una brezza gentile accarezzava i volti stanchi, mentre il solito falco si librava sotto un cielo azzurro pallido; il suo richiamo era però coperto da un boato assordante, che costringeva gli uomini ad alzare la voce o a bisbigliare da vicino, la bocca accostata all'orecchio del compagno.

Gli sguardi indiscreti delle reclute continuavano a posarsi su Belthran, mentre la compagnia procedeva lungo quanto rimaneva di un antico sentiero. Il guerriero dalle orecchie appuntite, che sulle prime aveva finto di non accorgersene, si voltò di scatto e scoccò loro un'occhiata gelida delle sue.
«Non avete letto il cartello?», tuonò improvvisamente.

I giovani restarono a bocca aperta, senza capire. 


martedì 25 settembre 2018

4. Il Lord e il Cacciatore (parte seconda)

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Cavalcarono lungo la riva occidentale senza incontrare anima viva.

La terra era scura e arida, e la vegetazione ridotta a poche chiazze di arbusti rinsecchiti, nonostante le piogge fossero state abbondanti durante tutta la primavera.
Quando Numitor esaminò la corteccia di un albero morto, questa si sgretolò come cenere al tocco dei polpastrelli.

La voce calma e profonda di Belthran lo distolse dai suoi pensieri: «Chi è quell'uomo? Non rammento di averlo mai visto.»
Numitor seguì lo sguardo del Cacciatore, fino a individuare il cavaliere oggetto delle sue attenzioni, un gracile giovanotto dai capelli arruffati e dal colorito malsano.
Non aveva l'aria fiera e possente degli altri cinque uomini che il Lord aveva scelto per quella ricognizione, e il peso della cotta di maglia sembrava affaticarlo oltremodo.


lunedì 17 settembre 2018

4. Il Lord e il Cacciatore (parte prima)

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Forte Veliero si ergeva in mezzo alle correnti più impetuose, il profilo dell'isolotto simile alla prua di una nave.
La roccia era sagomata da ambo i lati dai rabbiosi rigurgiti del fiume, che schiumava incessantemente fino a lambire le mura decrepite del secondo dei tre guadi che attraversavano il Grande Fiume.

Quello di Primo Ponte, a nord, ai piedi delle sorgenti sulle Montagne Grigie, non era che un vecchio ponticello di ciottoli noto a pochissimi, mentre i guadi di Porto Reale, giù al sud, si trovavano praticamente al centro del mondo, ed erano percorsi notte e dì da migliaia di viandanti.
Forte Veliero non era né l'uno né l'altro: gli unici a interessarsene erano coloro che stavano sotto le armi, poiché il suo valore strategico era immenso.

Il colle dalla forma insolita emergeva da un tumulto di onde e gorghi in prossimità dell'ansa più pronunciata; sottili ponti ad arco univano le due rive alla postazione fortificata, dove una vecchia torre scoperchiata poteva rammentare una sorta di albero maestro. In quel punto la corrente del fiume raggiungeva una potenza ingovernabile, il che rendeva l'isola un fortino naturale da cui dominare le sguarnite lande selvagge al confine settentrionale delle Terre del Re, il più grande e potente dei Reami Riuniti che si erano costituiti più di un secolo prima, sotto l'egida degli ultimi redivivi Uomini dell'Ovest.

Si diceva che Numitor fosse uno di loro. 


lunedì 10 settembre 2018

3. Vendetta

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Ursula levò lo sguardo verso sud, spaziando tra i picchi delle Montagne Innevate; realizzò di essere sola da tre anni.

Non le importava; da quando aveva memoria, suo padre le aveva sempre insegnato a sopravvivere.
"Sii forte e accetta la Morte", era il motto di Leofred.
Nella sua terra i morti non andavano mai via: venivano ricordati nelle storie, celebrati erigendo tumuli e menzionati a ogni ricorrenza.
Non erano considerati persone "scomparse"; si erano soltanto allontanati per un po'.
Ursula li sentiva camminare tutti con sé, così come i vivi, dei quali conosceva ogni nome, ogni volto, ogni storia.

Era felice.

Lo era sempre stata, nonostante tutto; nonostante tutti.
La madre morta di parto, il padre di un male misterioso, gli amici partiti per questa o quella grande città, i parenti che si tenevano alla larga da quella ragazza "strana" e "poco affidabile", che trascurava i pretendenti e preferiva esercitarsi con la spada di famiglia.
Ursula continuava a sopravvivere, bella come uno spicchio di sole mandato a rischiarare le cupe valli ai piedi del Sacro Altopiano, forte e fiera come una leonessa, gioiosa e grata del poco che aveva: la vecchia casa di famiglia, il suo orto, le poche dozzine di paesani che la circondavano.
Li salutò uno per uno, dispensando baci e abbracci, poi chiese a gran voce della birra.

La festa era appena cominciata. 


domenica 2 settembre 2018

2. La scelta (parte seconda)

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L'Ammiraglio le si strusciò attorno alla caviglia quando era sull'uscio di casa, mentre la governante la stritolò con un caldo abbraccio. Margareth era una donna grassoccia e cordiale, venuta dalle Verdi Colline a nord-ovest del Golfo; tanto la serva quanto il gatto la salutarono in silenzio.

Una volta uscita, scese lungo la strada maestra lasciandosi alle spalle il Distretto Commerciale, dove famiglie benestanti ma prive di titoli, come la sua, risiedevano nell'abbondanza nonostante tutto.
Ne aveva udito da tempo le lamentele, ma aveva letto di luoghi dove si viveva molto peggio e il pericolo era in agguato costantemente.

In tempo di pace, il cancello della cittadella restava sempre aperto; Ilharess lo attraversò sotto l'occhio gentile delle guardie, e discese la strada sino a quando Bastion del Principe non sorse davanti a lei.
La muraglia divideva le terre del Principe dalla penisola che spaccava il Golfo in due: era stata edificata per ultima, alla fine degli Anni Oscuri, in occasione della grande guerra di cui i bardi della sua terra non avevano mai smesso di raccontare.