venerdì 7 giugno 2019

13. Nove

(FONTE: Steemit)
(Ascolto consigliato: link)

Belthran chiuse gli occhi ed espirò profondamente, rilassando i muscoli.
Le frecce gli fischiarono nelle orecchie, soffocando le esclamazioni degli uomini colti alla sprovvista.
Contò mentalmente fino a dieci, poi dischiuse le palpebre.

Attorno a lui era improvvisamente sceso il silenzio.
Dal Seggio della Vista, le orbite insanguinate della giovane sentinella lo fissavano come in un ultimo atto d'accusa, la testa che sporgeva dal basamento marmoreo in una posa innaturale, mentre il falco sorvolava placidamente la scena del massacro.
Un rapace troppo intelligente, e una sentinella senza occhi: Belthran conosceva bene quel tipo d'uccello, ma anche quella macabra ironia. 


martedì 30 aprile 2019

12. Fuorilegge (parte terza)

(FONTE: Steemit)
(Ascolto consigliato: link)

Castagna tacque, mentre Arnoldo si rimetteva in piedi e richiudeva la massiccia porta scorrevole con la stessa, sorprendente facilità.
Il bizzarro nano lo aggirò, per poi sedersi in equilibrio sul parapetto.
«Arrivammo qui poco dopo l'incoronazione di Gemma Verde; eravamo circa un centinaio», raccontò mentre si apprestava a riempire nuovamente la pipa.



venerdì 12 aprile 2019

12. Fuorilegge (parte seconda)

(FONTE: Steemit)
(Ascolto consigliato: link)

L'urlo di Lupo rimbombò nelle sale di pietra come il boato di un drago.

Barcollando in preda all'ansia, Castagna aveva già messo quattro nani tra lui e quel colosso selvaggio. Lupo superò Bráin con uno scatto degno del suo soprannome, poi spostò Fráin con una spallata così poderosa da far arretrare un bue.
Quando Rabba cercò istintivamente di placcarlo, allungò le mani sulle spalle del nano e spiccò un balzo tanto sgraziato quanto efficace, atterrando direttamente sul tavolo.
«Le porcellane!», esclamò Arnoldo.
I resti del festino volarono a schiantarsi in ogni direzione mentre Lupo rotolava sulla spalla; infine piantò un piede e un ginocchio contro il legno, afferrando con le mani il bordo del tavolo, e fece per saltare alla gola di Castagna.


domenica 31 marzo 2019

12. Fuorilegge (parte prima)

(FONTE: Steemit)
(Ascolto consigliato: link)

Castagna si sentiva invincibile.

Alcune lune addietro, altri mocciosi della sua età lo avevano deriso per il colore dei suoi capelli: ne aveva affrontati tre contemporaneamente, rispedendoli a casa con gli occhi neri e le labbra spaccate.
In quel momento aveva realizzato di essere forte.

Ursula, però, non voleva arrendersi. Rimessasi in piedi, soffiò via una ciocca bionda dal viso sporco e strinse la sua spada di legno nelle manine paffute. «Stavolta non mi avrai!», strillò agguerrita, «Sono la Dama dei Cavalli, colei che uccise il Re Stregone!»
Castagna sghignazzò. «E io sono Gemma Verde», ribatté spavaldo; «sono il Liberatore, primo dei Nuovi Re! Non vedo l'ora di sconfiggerti, femminuccia!»
Ursula non sopportava di essere chiamata così. Castagna lo sapeva bene: la vide fiondarsi in sua direzione e attese che caricasse un fendente con entrambe le mani, quindi scivolò agilmente sotto la guardia di lei.
Ci sapeva fare; cominciava a prenderci gusto. Volteggiò rapidamente apprestandosi a colpirla di roverso, ma all'ultimo momento la sua spada si bloccò. 


martedì 19 marzo 2019

11. Controcorrente (parte seconda)

(FONTE: Steemit)
(Ascolto consigliato: link)

Non appena la tensione si allentò, Ilharess avvertì un senso di vertigine che la fece vacillare. «Devo aver bevuto troppo», lamentò, pallida in viso; Adamant le passò un braccio attorno ai fianchi e la aiutò a sedersi.
«Devi mangiare», ordinò Calíma, perentoria. Un brontolio allo stomaco le confermò che sua madre, come al solito, aveva ragione.
Margareth le portò un bicchiere d'acqua, poi cominciò a ripulire il pavimento disastrato. Si misero tutti a tavola, attorno a quanto rimaneva degli antipasti; «Dovresti mangiare anche tu, Ingolf», disse Calíma, ma il marito la ignorò.
Aveva ripreso a tracannare birra, apparentemente rassegnato.
«Ho una domanda», disse Adamant, dopo aver vuotato la sua coppa. «Cosa ti manca, sorella? Cos'è che questa famiglia non può darti? Cosa pensi vi sia fuori da questa città, che qui non puoi trovare?»
Ilharess mandò giù una tartina e rifletté. «Non lo so», fu costretta ad ammettere; «immagino sia proprio ciò che devo scoprire.»
Adamant si appoggiò allo schienale e unì le mani sotto il mento. «E se invece di avere troppo poco, avessi troppo? Hai condotto una bella vita fino ad oggi: sei sicura di starne cercando una nuova, e di non stare invece aggrappandoti a quella vecchia?»
Lo sguardo di Ilharess si offuscò: «È davvero ciò che pensi di me, fratello?», mormorò, sentendo gelarsi il cuore. «Una bambina viziata? Tutto qui?»
Adamant scosse il capo con decisione. «Dimentichi con chi stai parlando: non sono tuo padre né il tuo signore, e non sta a me formulare giudizi, né intendo farlo. Sono tuo fratello, e tutto ciò che voglio è comprendere
«Allora sei fortunato, giovane guerriero.»
L'Ammiraglio trasalì e sgusciò via dalle braccia di Calíma, defilandosi col posteriore bene in vista.